Sumitomo Chemical al Summit Umanitario delle Nazioni UniteDi Sumitomo Chemical Italia | 30 Maggio 2016

Per la prima volta, dalla nascita delle Nazioni Unite, 9000 persone tra leader di enti internazionali, associazioni e capi di stato si sono riuniti a Istanbul, il 23 e 24 maggio per discutere e fare un resoconto su 70 anni di azioni umanitarie, analizzando ciò che funziona e per pianificare nuove strategie di azioni umanitarie.

Al World Humanitarian Summit era presente anche Sumitomo Chemical, azienda che si distingue per il suo coinvolgimento nelle azioni umanitarie, rappresentata da Ray Nishimoto, Senior Managing Executive Officer.

Come possiamo notare dalle statistiche attuali con 20 milioni di rifugiati, 40 milioni di sfollati costretti a lasciare le proprie case per via dei conflitti armati o disastri ambientali, è chiaro che i sistemi umanitari progettati oltre 50 anni fa non sono più sufficienti. L'ammontare di tempo che un rifugiato o uno sfollato trascorre in un campo profughi è di 17 anni, mentre il piano di emergenza ricopre al massimo 11 mesi.

Molti leader hanno parlato dell'importanza del lavoro e investimenti per migliorare e rinforzare le infrastrutture e dare risposte immediate per fronteggiare l'emergenza umanitaria.

I rappresentanti del settore privato, provenienti da diverse aziende, hanno partecipato attivamente al summit, segnalando i progetti multi settore in cui erano coinvolti che collegano sviluppo economico sostenibile ad azioni umanitarie. Il ruolo del settore privato sta cambiando da singole iniziative CSR a missioni concrete a favore dello sviluppo sostenibile.

Gli impegni assunti da governi, organizzazioni internazionali e società civile sono tanti e presto saranno resi pubblici in una piattaforma per l'impegno all'azione permettendo di seguire l'andamento dei lavori proposti durante il summit.
Piuttosto che spendere miliardi di dollari in aiuti rivolti ai sintomi e ai risultati di guerre e sistemi che non funzionano, settore privato e agenzie internazionali potrebbero concentrarsi nello sviluppo di sistemi e meccanismi stabili e attivi.

L'innovazione è essenziale e lo sottolinea Ray Nishimoto, nel suo intervento, su come le aziende private possano fornire un contributo concreto nella partnership Pubblico – Privato. Nishimoto ha spiegato l'approccio del settore privato nei confronti delle collaborazioni di Responsabilità Sociale d'impresa (CSR):
Il settore privato, come parte della società, può e deve contribuire a dare beneficio alla comunità. Una forte leadership e una forte struttura sono gli elementi essenziali su cui costruire i passi per raggiungere gli obiettivi in agenda: ridurre drasticamente il bisogno di assistenza umanitaria attraverso prevenzione e azione immediata, competente e basata sui principi di umanità.

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